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Il castello che fece arrabbiare Napoleone

Una passeggiata alla scoperta dell’imponente Forte di Bard e dei suoi dintorni

Nella bassa Valle d’Aosta, dopo aver attraversato il comune di Arnad dirigendosi verso Torino, è impossibile non rimanere meravigliati dalla visione dell’imponente Forte di Bard. Nell’ XI secolo era definito “Inexpugnabile oppidum”, a seguito del fondamentale ruolo strategico rivestito a controllo della valle centrale. All’epoca l’edificio era molto diverso rispetto struttura che possiamo ammirare oggi, dobbiamo immaginare il tipico castello medievale ubicato sulla sommità della rocca che nel corso dei secoli ha subito rimaneggiamenti ed implementazioni. I primi proprietari furono i Visconti di Aosta, successivamente il maniero passò sotto il dominio della potente signoria dei Bard che aveva il controllo del borgo dal quale traeva ingenti guadagni ottenuti dai pedaggi richiesti a coloro che lo attraversavano. Nel 1242, i Savoia con l’aiuto dei loro alleati, i signori di Challant, assediarono il castello, che passò sotto il diretto controllo dei Savoia. L’episodio più conosciuto del Forte risale al di mese maggio del 1800, quando l’esercito napoleonico, composto da 40.000 soldati, fu bloccato per ben 2 settimane dai 400 austro piemontesi arroccati nella Fortezza. Proprio per tale affronto Napoleone decise di distruggere il castello e di venderne i materiali che lo componevano.

Immagine rappresentante l’antico castello di Bard prima della distruzione voluta da Napoleone

Fu il re Carlo Felice di Savoia, nel 1827, ad ordinarne la costruzione che ancora oggi possiamo ammirare, composta da una sequenza di edifici, chiamati “opere” costruiti lungo il roccione.  La struttura fu capace di intimidire qualsiasi nemico, al punto da non essere mai stata attaccata.Alla fine dell’ 800 il forte si avviò alla fase di declino, nel corso del XX secolo fu utilizzato come bagno penale e come deposito di munizioni.

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Forte di Bard

 

Dopo lunghi e complessi interventi di restauro il forte dal 2006 ha riaperto al pubblico con una nuova funzione: quello di essere un polo culturale di respiro internazionale, sede di musei permanenti (il Museo delle Alpi, le Prigioni del Forte, il percorso Le Alpi dei Ragazzi e Il Ferdinando, Museo del forte e delle fortificazioni) e di mostre temporanee.

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Le alpi dei ragazzi

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Il Museo delle Alpi

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Le prigioni del Forte

Il Ferdinando. Museo del Forte e delle Fortificazioni

Scendendo dal Forte, lungo la strada pedonale o attraverso dei moderni ascensori panoramici che permettono di godere di una meravigliosa vista sulla valle circostante, è possibile ammirare i diversi edifici che lo compongono, fino a raggiunge il borgo di Bard, caratteristico villaggio sviluppatosi lungo la via delle Gallie, l’antica strada romana che attraversando tutto il territorio valdostano conduceva al di là delle Alpi. Il borgo si presenta nel suo assetto medievale: percorrendolo,  si incontrano edifici da fiaba, quali l’elegante cinquecentesca  Casa Challant, Casa Valperga, sulla cui facciata è presente un’elegante bifora, ora tamponata, affiancata da due finestre a crociera; Casa Urbano, sede dell’antico mulino;  Casa Ciuca, in cui si può ammirare un bel ‘viret’, scala a chiocciola dai gradini che si aprono a ventaglio intorno a un’asse centrale; suggestive fontane, archi incantevoli e singolari fori sul Palazzo Nicole, lasciati dai proiettili durante l’assedio di Napoleone.

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Borgo di Bard

Dal lato sud, è possibile ammirare le Marmitte dei Giganti, segni di epoca glaciale e su alcune rocce nei pressi del cimitero un osservatore attento noterà dei tratti meno evidenti: coppelle, figure enigmatiche, una barca stilizzata: sono delle incisioni rupestri risalenti all’epoca preistorica, testimonianze del lungo passato di questo luogo seducente.

Incisione rupestre. Fotografia tratta dal sito www.lovevda.it

Marmitta dei giganti. Fotografia tratta dal sito www.lovevda.it

Continuando lungo l’antica strada romana, attraversata nel Medioevo dalla Via Francigena, via che univa Canterbury a Roma, si raggiunge il vicino Comune di Donnas dove uno spettacolare tratto della Via delle Gallie accoglie da più di due millenni i viaggiatori, mostrando la sfida che i Romani hanno osato fare in questo luogo alla natura, intagliando 200 metri di roccia viva per poter ricavare la strada.

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Via delle Gallie

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Arco romano

Un arco perfettamente conservato è il grande testimone di quest’opera ciclopica, che nel Medioevo venne utilizzato come porta d’ingresso del borgo, che con le sue finestre del Cinquecento, i suoi affreschi, i portali in noce, il Palazzo Enrielli del XVII secolo e la pittoresca chiesetta di Sant’Orso conserva un’atmosfera ricca di fascino. Nel corso della Fiera di Sant’Orso, che si svolge all’interno borgo di Donnas ogni anno a metà gennaio è possibile rivivere per un giorno il clima che si assaporava nel Medioevo, quando questo luogo era uno dei centri più importanti della Valle d’Aosta, sede di botteghe, notai, avvocati e per un periodo anche della zecca, prima che ne venisse eretta una ad Aosta!

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Borgo di Donnas

Fiera di Sant’Orso nel borgo di Donnas. Fotografia tratta dal sito www.lovevda.it

La passeggiata tra il Forte di Bard ed il borgo di Donnas ha una durata di 3 ore circa. Si tratta di una dolce passeggiata adatta a qualsiasi età. Contattaci per maggiori informazioni