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Aosta romana e medievale

Visite guidate Valle d'Aosta

Una guida turistica ti accompagnerà nella visita guidata della città di Aosta! Scoprirai i luoghi di maggior fascino di Aosta come il monumentale Arco d’Augusto, la maestosa Porta Praetoria, la Cinta Muraria, l’imponente Teatro Romano ed il Criptoportico, capolavori dell’epoca medievale quali il complesso monumentale di Sant’Orso con il suo stupefacente chiostro e la Cattedrale, dove è possibile ammirare i mosaici, il coro ligneo e i sorprendenti affreschi ottoniani nel sottotetto. Per le scuole sono stati ideati dei laboratori didattici ideali per le gite scolasticheScopri i laboratori didattici dedicati ad Aosta romana e medievale. Proponiamo inoltre visite guidate abbinate a degustazioni di prodotti tipici della Valle d’Aosta.

La visita di Aosta Romana si svolge lungo una comoda strada pedonale. La visita dura circa due ore, ma può subire delle modifiche a seconda delle proprie esigenze. 

L'accesso al teatro romano, al criptoportico, alla basilica paleocristiana di San Lorenzo e al Museo Archeologico è a pagamento.     

Biglietto unico, valido un anno dalla data di emissione, per un ingresso in ognuno dei seguenti siti: Teatro romano, Criptoportico forense, Chiesa paleocristiana di San Lorenzo, Museo Archeologico Regionale.

Intero: € 7,00.
Ridotto: € 5,00 (comitive di almeno 25 persone paganti e studenti universitari).
Minori 6/18 anni e scolaresche: € 2,00.
Gratuito: < 6 anni, soggetti portatori di handicap in possesso della certificazione di cui alla legge 104/92 e loro accompagnatori, possessori dell’Abbonamento Musei Piemonte e Lombardia

L'accesso al chiostro romanico di Sant'Orso è a pagamento

Chiostro visita libera: intero € 2,00 ridotto minori € 1,00
Bambini sotto i 6 anni: gratuito

Persone accompagnate da guide turistiche della Valle d'Aosta: € 1,00

Le proposte di visita ad Aosta

Arco d'Augusto

Nel 25 a.C. , i Romani sconfissero definitivamente il popolo dei Salassi e fondarono la città di Augusta Praetoria. Dopo aver attraversato il ponte sul torrente Buthier, lungo la strada che porta alla monumentale Porta Praetoria, ingresso principale della città romana, venne eretto l’arco onorario dedicato all’imperatore Augusto.

L’imponente arco era un elemento importante della scenografia propagandistica dell’entrata nella città romana, capace di meravigliare chiunque vi volesse accedere.

Nel medioevo l’Arco venne chiamato “Saint-Vout”  in seguito all’inserimento di un’ immagine del Salvatore e sostituita successivamente col Crocifisso. Nel 1716 il Conseil des Commis  decise di ricoprire il monumento con un tetto di ardesia per preservarlo dalle infiltrazioni d’acqua. L’Arco venne restaurato dal negli anni 1912-1913.

Porta Praetoria

Costruita nel 25 a.C. dopo la vittoria di Terenzio Varrone sul popolo dei Salassi,  la Porta Praetoria era l’entrata principale alla città di Augusta Praetoria. Ancora oggi è possibile ammirare le tre aperture: quella centrale per i carri e quelle laterali per i pedoni. La parte interna alle aperture era utilizzata come cortile d’armi.

Le recenti attività di scavo hanno permesso di rendere visibile il livello del suolo in epoca romana. La facciata orientale conserva ancor oggi le lastre di marmo che rivestivano il monumento. Nelle aperture rivolte all’esterno sono ancora visibili le scanalature dove scorrevano i cancelli che di notte impedivano l’acceso alla città.

Nel Medioevo fu addossata alla Porta Praetoria una cappella dedicata alla Santissima Trinità, distrutta durante gli interventi di restauro nel corso del ventennio fascista.

Teatro Romano

Costruito nell’area nord-est adibita a quartiere degli spettacoli accanto all’Anfiteatro ed a ridosso della Porta Praetoria, il teatro romano era un edificio di primaria importanza della città di  Augusta Praetoria.

Innalzato in una fase successiva alla fondazione della città, avvenuta nel 25 a.C., il teatro era in grado di intrattenere tra i tre e quattromila spettatori. Alcuni studiosi pensano che fosse dotato di una copertura.

Oggi è possibile ammirare la facciata meridionale alta 22 metri, contraddistinta da una serie di contrafforti e di arcate ed alleggerita da tre ordini sovrapposti di finestre di varia forma e dimensione, la cavea (gradinate che ospitavano gli spettatori), l’orchestra ed il muro di scena (di cui restano le fondamenta).

Nel corso del Medioevo alcune abitazioni addossarono il teatro romano, che vennero poi demolite nel corso dei lavori di restauro avvenuti tra il 1933 ed il  1941.

Criptoportico forense di Aosta

Di fronte all’ingresso della Cattedrale, nel luogo un tempo dedicato alla piazza del foro di Augusta Praetoria, erano collocati due templi gemelli su una terrazza circondata da un doppio sistema di porticati: quello superiore, scenografica cornice dei templi e quello inferiore, nascosto, che è si è conservato nei secoli: il criptoportico.

É articolato in tre bracci disposti a ferro di cavallo ed internamente composti da due navate voltate a botte con una sequenza centrale di archi ribassati. Una serie di finestrelle strombate permette di illuminare le gallerie e garantisce il ricambio dell’aria. La temperatura rimane costante in tutti i periodi dell’anno.

Nel corso del Medioevo il criptoportico forense fu probabilmente utilizzato come luogo adibito a cantine,  chiamate “Marché des Romains”.

Mura romane

romani decisero di erigere una cinta muraria attorno ad Augusta Praetoria non soltanto con un obiettivo difensivo, ma anche con l’intento di creare un’opera monumentale. Composte internamente da ciottoli fluviali e malta, esternamente le mura erano rivestite da blocchi di travertino.

Passeggiando lungo la città di Aosta è possibile ammirare i resti della cortina muraria. In particolare, presso il teatro romano è visibile il muro di contenimento del terrapieno, dispositivo che completava il carattere difensivo dell’opera.

Lungo le mura vennero edificate venti torri: due per ogni porta, quattro angolari ed altre otto. Dalle loro caratteristiche (sporgenza verso l’esterno, numero e doppio ordine di finestre arcuate presenti su tutti i lati) si può desumere che il loro scopo era principalmente decorativo.

Durante il Medioevo i nobili edificarono le loro abitazioni sulle antiche mura,asportando gran parte della copertura esterna della cinta muraria ed adattando e modificando le antiche torri romane alla moda ed alle esigenze del tempo.

La Torre del Pailleron e la Torre del Lebbroso sono le sole che, in alcune loro parti, conservano l’aspetto originale. Le suggestive torri che invece hanno subito profondi mutamenti nell’epoca medievale, sono la Tour Neuve, la Torre dei Balivi,  la Tour Fromage e la Torre di Bramafam.

Altri siti romani

La visita di Aosta permette di scoprire numerose testimonianze del periodo romano, quali i resti in fondazione della torre sul lato sud della Porta Decumana, uscita occidentale di Augusta Praetoria, visibili presso la Biblioteca Regionale; l’area funeraria fuori Porta Decumana,  necropoli utilizzata in epoca romana e paleocristiana situata lungo la strada che conduceva al colle del Piccolo San Bernardo;  l’affascinante Villa della Consolata, dove è possibile osservare le fondamenta di una raffinata abitazione romana  ed il ponte romano, ponte perfettamente conservato  edificato sull’antico corso del torrente Buthier.

MAR - Museo archeologico regionale

Nel centro di Aosta, all’interno dell’elegante edificio che nel Medioevo ospitava un convento e convertito in epoca napoleonica in caserma, si trova il MAR – Museo Archeologico Regionale. Visitando le sue sale, è possibile immergersi nella storia della Valle d’Aosta, compiendo un lungo viaggio che ha inizio nella Preistoria, per poi approdare all’epoca romana. L’osservazione dei numerosi oggetti ritrovati nelle tombe (quali gioielli, lucerne e decorazioni) accompagnati da video, riproduzioni ed emozionanti esperienze tattili permette di rivivere alcuni momenti di vita pubblica, ma anche privata di un cittadino dell’antica Augusta Praetoria, l’attuale città di Aosta. Nel sottosuolo del Museo, un importante sito archeologico si cela: si tratta dei resti della Porta Principalis Sinistra, porta di accesso sul lato nord dell’antica città romana.

Collegiata e chiostro di Sant'Orso e chiesa paleocristiana di San Lorenzo

La collegiata di Sant’Orso si trova in un’area dove in passato si trovava una necropoli romana al di fuori della cinta muraria.

All’inizio del V secolo, venne edificato un complesso paleocristiano, di cui faceva parte la chiesa di San Lorenzo al di sotto della quale è possibile visitare i resti della basilica cruciforme paleocristiana.
All’interno sono visibili parti delle strutture liturgiche, la piattaforma reliquaria con i sepolcri dei tre vescovi vissuti tra il V e il VI sec. (Grato, Agnello, Gallo) ed altri vani tombali databili tra V e VIII sec.

La chiesa primitiva di Sant'Orso, era formata da una semplice aula absidata circondata da un porticato destinato a sepolture privilegiate.
In seguito ad un incendio che distrusse la chiese di Sant’Orso e di San Lorenzo, nel IX secolo, l’edificio  venne ricostruito e ingrandito.

Nel 989 fu aggiunto  alla facciata un campanile i cui resti sono ancora visibili nella facciata attuale.

Grazie alla campagna costruttiva promossa dal vescovo Anselmo all’inizio dell’XI secolo, l’edificio fu ristrutturato secondo i canoni dell’architettura romanica.

Il campanile venne inglobato nella nuova facciata. L’edificio a pianta basilicale fu diviso in tre navate concluse da absidi semicircolari con copertura a carpriate lignee. Del periodo anselmiano sono di notevole interesse l’importante ciclo di affreschi ottomani visitabile nel sottotetto e la cripta.
Il suggestivo campanile fu innalzato nel XII secolo. In origine, faceva parte di un sistema difensivo formato da una cinta muraria e da un’ulteriore torre i, i cui resti sono stati identificati a nord della chiesa.

Il vero capolavoro del complesso monumentale è il chiostro, risalente probabilmente al 1133. I capitelli, scolpiti in marmo ma un tempo ricoperti da una vernice scura, raccontano scene del Nuovo e del Vecchio Testamento, della vita di Sant’Orso, personaggi e animali fantastici.

Altro gioiello presente all’interno della chiesa è il  mosaico pavimentale di forma quadrata, costruito con tessere bianche e nere con alcuni inserti marrone chiaro. Una serie di sei cerchi, inscritti nel quadrato, funge da cornice alle decorazioni centrali. Nel medaglione centrale appare  Sansone che uccide il leone.

Nel XV secolo, un ulteriore intervento costruttivo fu voluto dal priore Giorgio di Challant, che rinnovò la chiesa seguendo le forme tardogotiche. Di notevole interesse sono la facciata ed il bellissimo coro ligneo.

Uscendo dalla chiesa appare lo splendido priorato rinascimentale con le particolari finestre a crociera in terracotta scolpita.

Cattedrale di Santa Maria Assunta e museo del Tesoro

La Cattedrale di Santa Maria Assunta si erge sulla piazza Giovanni XXIII, nell’area sacra del foro romano di Augusta Praetoria.

Questa zona mantenne la sua sacralità anche con la fine dell’impero romano, poiché una Domus Ecclesiale,  sede della comunità cristiana dalla metà del IV secolo, fu collocata  ad est del criptoportico. Un primo fonte battesimale, i cui resti sono ancora visibili, fu collocato nel braccio est del criptoportico.

Con l’edificio nacque la diocesi di Aosta e con essa, all’inizio del V secolo, la prima Cattedrale.

Così come accadde alla chiesa di Sant’Orso, la Cattedrale subì un vasto intervento di restauro per volere del vescovo Anselmo, che resse la diocesi dal 994 al 1026. 

L’edificio fu dotato di una pianta basilicale, 3 navate, 8 campate. Il tetto era sostenuto da capriate in legno. Al di sotto del coro, è possibile vedere ancora oggi l’affascinante cripta.

All’XI secolo risalgono anche gli affreschi riportati alla luce nel 1979 nel sottotetto della chiesa. Insieme al ciclo contemporaneo della collegiata di Sant’Orso , queste pitture alto medievali hanno reso Aosta uno dei principali centri di arte Ottoniana in Europa.

Nel corso dei secoli la Cattedrale venne rinnovata più volte: nella seconda metà dell’XI secolo fu ristrutturato il corpo di fabbrica occidentale che risultò composto da due torri e da un’abside centrale aggettante; nel XIII secolo fu costruito il deambulatorio, un corridoio intorno al coro. L’alto coro,che presenta due ordini di stalli risalenti al 1460 è dominato da un crocifisso ligneo del XIV secolo. I mosaici visibili sul pavimento risalenti al XII al XIV secolo rappresentano  i mesi dell’anno e una serie di animali reali e fantastici assieme ai fiumi Tigri ed Eufrate.

Al periodo barocco risale l’altare maggiore,  in marmo nero con intarsi multicolori.

La facciata della Cattedrale risale a due periodi distinti: l’atrio è cinquecentesco, mentre la fronte neoclassica fu costruita nel 1848. L’atrio composto da un prospetto architettonico in cotto, è  decorato da statue e da affreschi raffiguranti scene della vita della Vergine cui la chiesa è dedicata.

Sul lato nord della Cattedrale  si trova il chiostro. L’edificio a pianta trapezoidale,terminato nel 1460 sostituì quello preesistente  risalente all’XI secolo. I capitelli sono decorati con motivi vegetali e figure di uomini e animali, altri riportano i nomi delle persone che ne promossero la costruzione. Nel XIX secolo fu costruita la cappella del Rosario distruggendo l’area meridionale del chiostro.

Il deambulatorio della Cattedrale ospita il Museo del Tesoro, dove è possibile ammirare alcune opere significative significative dell’arte valdostana dei secoli XIII-XVIII. Le opere provengono dal Tesoro della Cattedrale e da diverse parrocchie della Valle.

Affreschi del sottotetto della Cattedrale e di Sant'Orso

Nel sottotetto, sopra le volte quattrocentesche della Cattedrale e della chiesa di Sant’Orso sono custoditi i cicli di affreschi ottoniani risalenti al periodo anselmiano.

Probabilmente lo stesso atelier, di notevoli capacità pittoriche, realizzò nel corso dell’ XI secolo gli affreschi che oggi costituiscono un’importante testimonianza di pittura alto medievale.
Gli affreschi custoditi in Cattedrale si sviluppano nella parte alta delle pareti laterali della navata centrale romanica. Si va dagli Antenati di Cristo ai Vescovi di Aosta, dalle Storie di Sant’Eustachio, soldato romano poi convertitosi e martirizzato, fino alle Storie di Mosè, mentre all’interno della chiesa di Sant’Orso gli affreschi raccontano le Storie degli Apostoli, gli episodi di Gesù che cammina sulle acque e la Tempesta sedata e delle scene di martirio.

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Guide Turistiche Valle d'Aosta di Stefania Soudaz
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