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La Margherita più cara a Gressoney

Margherita di Savoia, la prima e la più amata Regina d’Italia, era profondamente legata a Gressoney: a lei si deve lo sviluppo turistico di questo paesino ai piedi del Monte Rosa che, tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del secolo successivo, divenne una tra le località di villeggiatura più amate dalla nobiltà.

 “Ella sorgeva con una rara purezza di linee e di pòse nell’atteggiamento e con una eleganza semplice e veramente superiore sí dell’adornamento gemmato sí del vestito (color tortora, parmi) largamente cadente. In tutti gli atti […] mostrava una bontà dignitosa; ma non rideva né sorrideva mai […] e tra ciglio e ciglio un corusco fulgore di aquiletta balenava su quella pietà di colomba”. Con queste parole il grande poeta Giosuè Carducci esprime tutta la sua ammirazione per la sovrana del Regno d’Italia, ponendola a modello dell’ideale femminile. Personalità poliedrica, dal temperamento nobile e determinato, ma allo stesso tempo dotata di una naturale sensibilità e propensione all’arte, che la portò a sviluppare una raffinata cultura ed un’attenzione particolare al comune sentire del popolo. Era una regina amatissima, dotata di immenso fascino, grazie al quale seppe raccogliere intorno alla monarchia l’élite culturale e artistica del tempo.  Non c’è da stupirsi quindi se anche un poeta considerato generalmente antimonarchico, come Giosuè Carducci, ne rimase folgorato.

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Regina Margherita

Con la regina, il poeta aveva un amore in comune: la Valle d’Aosta, per lui fonte di ispirazione per i suoi versi, per lei luogo di riposo estivo, ma anche punto di partenza per importanti ascensioni. La regina era infatti un’appassionata alpinista, interesse che condivideva con un amico a lei molto caro, il barone Luigi Beck Peccoz. Proprio nella casa del barone, nella graziosa Gressoney, la regina soggiornò per ben cinque anni, dal 1889 al 1904. Furono questi anni di numerose imprese alpinistiche per la regina, che fu la prima donna a scalare il Monte Rosa. A lei è dedicato il rifugio Capanna Regina Margherita, il più alto d’Europa, che la sovrana, forte sostenitrice dell’opera, raggiunse pochi giorni prima della sua inaugurazione, avvenuta nel 1893.

La regina Margherita al rifugio Capanna Regina Margherita. 

La sua predilezione per l’alta montagna si interruppe improvvisamente nel 1894 con la morte del barone Luigi, stroncato da un infarto sul ghiacciaio del Grenz durante la traversata da Gressoney a Zermatt. Da allora la Regina non volle mai più salire sul Monte Rosa. Tuttavia, il suo affetto per Gressoney non mutò, al punto di volervi costruire la sua residenza di vacanza, il Castel Savoia. La dimora, terminata nel 1904, spicca nel mezzo di un bosco di conifere nell’incantevole località denominata Belvedere, in ragione della splendida vista che da lì domina tutta la vallata fino al ghiacciaio del Lyskamm. Nonostante avesse deciso di non compiere più delle ascensioni, limitandosi a delle passeggiate nei dintorni di Gressoney, la regina non volle privarsi della vista delle incantevoli montagne che le ricordavano i momenti felici trascorsi in compagnia del barone. Il castello pare uscito da una fiaba: un edificio candido protetto da cinque torri, l’una diversa dall’altra.

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Castel Savoia in inverno. Fotografia tratta dal sito www.lovevda.it

L’interno, raffinato ed elegante, è un omaggio alla sua sovrana, il cui nome è raffigurato ed evocato un po’ ovunque. Decori architettonici, ricercate boiseries, magnifici arredi di ispirazione medievale ricordano il gusto e la raffinatezza della regina, che vi trascorse i i suoi soggiorni estivi fino al 1925, un anno prima della sua morte, che avvenne a Bordighera il 4 gennaio 1926.

Castel Savoia. Interno. Fotografia tratta dal sito www.regione.vda.it

Castel Savoia. Interno. Fotografia tratta dal sito www.regione.vda.it

 

Castel Savoia di Gressoney St-Jean. Orari e costi

Orari:

Da ottobre a marzo: dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.00 Chiuso il lunedì
Chiuso il 25 dicembre e il 1° gennaio
Da aprile a settembre:dalle 9.00 alle 19.00, tutti i giorni

Costo del biglietto di ingresso:

Intero: € 5,00Ridotto: € 3,50 (comitive di almeno 25 persone paganti, studenti universitari, convenzioni specifiche). Ridotto minori: € 2,00 (ragazzi di età compresa fra 6 e 18 anni, scolaresche). Gratuito: bambini fino a 6 anni non compiuti, soggetti portatori di handicap in possesso della certificazione di cui alla legge 104/92 e loro accompagnatori,insegnanti e accompagnatori di scolaresche, in proporzione di 1 ogni 10 alunni.

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