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A spasso nella Roma delle Alpi

Una passeggiata alla ricerca delle tracce romane che permette di rivivere il glorioso passato della città di Aosta

Un viaggio nel tempo che ha inizio nel 25 a.C., anno di fondazione della città romana di Augusta Praetoria Salassorum. Un nome denso di significati, che ci racconta la sua origine:  “Augusta”, in quanto dedicata all’imperatore Augusto. “Praetoria”, in onore dei Pretoriani, guardie scelte dell’imperatore  ed infine “Salassorum”, rivolta ai Salassi, la coraggiosa popolazione locale di origine celtica che, dopo lunghi anni di battaglie, fu definitivamente sconfitta.

I Romani, si sa, non lasciavamo mai nulla al caso: la città non venne costruita in un posto qualsiasi, ma in un fondamentale punto strategico, un crocevia viario, alla convergenza di due importanti tratti – la via che conduceva al colle del Piccolo San Bernardo (Alpis Graia) e quella per il valico del Gran San Bernardo (Alpis Pœnina).

Come un viaggiatore che, arrivando dalla città di Eporedia (l’attuale Ivrea), giungeva ad Augusta Praetoria percorrendo la Via delle Gallie, ci avviamo verso la città attraversando l’antico ponte romano, al di sotto del quale non vediamo più scorrere l’acqua… ma che un tempo c’era! A causa di un’alluvione avvenuta nell’ XI secolo, il corso del torrente Buthier, corso d’acqua che scende dalla valle del Gran San Bernardo, venne spostato, privando per sempre il ponte della funzione per il quale era stato costruito.

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Ponte romano

Dal ponte è impossibile non notare l’imponente Arco d’Augusto, segno eloquente della presenza e della potenza di Roma, meravigliosa quinta scenica di ingresso nella città romana.

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Arco d’Augusto

Percorrendo la strada che unisce l’Arco d’Augusto all’antica porta d’ingresso della città, oggi via Sant’Anselmo, è bene ricordarsi che siamo ancora all’esterno della città romana, in quanto questo quartiere si è sviluppato nel corso del Medio Evo. In epoca romana era occupato dalla necropoli. Giungiamo alla maestosa Porta Praetoria, ingresso monumentale, un tempo capace di meravigliare chiunque vi giungesse! Ancor oggi è possibile ammirare le due cortine parallele dotate di tre aperture, la centrale per i carri e le due laterali per i pedoni.

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Porta Pratetoria

Poco oltre, svoltando a destra, vediamo i resti delle imponenti mura che circondavano la città, che ci conducono verso l’antico quartiere degli spettacoli, un tempo occupato dal teatro e dall’anfiteatro, dove la stupefacente facciata del Teatro Romano, alta 22 metri, riceve i visitatori da ormai lunghi secoli. I suoi resti permettono di immaginarne l’antico splendore.

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Teatro romano

Continuando, dopo aver attraversato piazza Chanoux, cuore della città dove ha oggi sede il Municipio,  ci dirigiamo verso il centro della città romana, ovvero il foro romano, oggi pressoché scomparso. Ma non dobbiamo abbatterci: una rampa di scale conduce verso il tesoro di Augusta Praetoria: il criptoportico. Come ci dice il suo nome, si tratta di un portico nascosto che i Romani avevano costruito per sopraelevare la terrazza dove si trovavo i due templi gemelli. Non vi sono parole per descrivere le emozioni che si provano al suo interno… Provare per credere!

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Criptoportico forense

Risalendo, poco oltre l’antico foro, troviamo l’interessante Museo Archeologico regionale, dove sono conservati numerosi oggetti rinvenuti nel corso degli scavi.

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Museo Archeologico Regionale

All’esterno delle mura romane sono conservati i resti della villa della Consolata, una lussuosa villa di campagna, abitata un tempo da persone molto ricche e raffinate, i veri “VIP” dell’antica città!

 

Un viaggio incredibile, in una città che conserva dei capolavori inaspettati che si svelano durante la sua scoperta. Aosta non custodisce soltanto tesori del periodo romano, ma in essa si celano alcuni splendori dell’arte medievale, quali la collegiata di Sant’Orso, con il suo chiostro romanico risalente al XII secolo e la Cattedrale, situata proprio accanto alla scala che conduce al criptoportico. Un percorso lungo duemila anni che, credetemi, vi lascerà senza fiato!

Chiostro della collegiata di Sant’Orso

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Cattedrale

 

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