Forte di Bard

  • Forte di Bard
  • Accessibile ai disabili
  • Visite con gruppi
  • Visite per singoli e coppie

Descrizione

Il piccolo comune di Bard vanta una lunga storia: lo stretto passaggio tra la Dora Baltea e lo strapiombo roccioso lo ha imposto fin dall’antichità come luogo di passaggio obbligatorio fino alla costruzione delle strada statale nel XIX secolo. Questo luogo ha da sempre rivestito un’importanza strategico-difensiva fondamentale. Alla sua sommità, si erge infatti il maestoso  masso roccioso dove, già agli inizi del VI secolo, una guarnigione difendeva le“Clausuræ Augustanæ”, il sistema difensivo che proteggeva i confini dell’Impero Ostrogoto. 

Nel 1034 venne definito “inexpugnabile oppidum”.

Fino al 1242, il castello fu di proprietà dei potenti signori di Bard. Da quell’anno, ne entrarono in possesso  i Savoia, che vi instaurarono una guarnigione. Nel 1661 decisero di spostare a Bard le armi provenienti dalle altre fortificazioni valdostane, tra cui Verrès e Montjovet.
Il castello rivestì un ruolo fondamentale durante il passaggio dell’esercito francese nel 1704 ed in particolare nel maggio del 1800 con l’arrivo  dell’armata di Napoleone Bonaparte che ad attenderlo  400 austriaci. Il sistema difensivo era così efficiente che l’esercito napoleonico dovette combattere per due settimane prima di superarlo. Napoleone diede poi l’ordine di smantellarlo e di venderne i materiali. L’assedio rimase nei ricordi del giovane Stendhal, che fece parte dell’ Armée di Napoleone. Camillo Benso Conte di Cavour vi soggiornò durante la giovinezza, prima di decidere di abbandonare la carriera militare per quella politica.

Nel 1827, il re Carlo Felice  affidò all’ingegnere militare Francesco Antonio Olivero il compito di progettare l’attuale fortezza. Nel primo anno di costruzione soggiornò a Bard Camillo Benso conte di Cavour, esperienza che contribuì a abbandonare la carriera militare per quella politica. I lavori furono ultimati nel 1838. Da quell’anno, nessun nemico attaccò mai il forte.  Alla fine dell’800 il forte si avviò alla fase di declino, nel corso del XX secolo fu utilizzato come bagno penale e come deposito di munizioni. Dismesso nel 1975 dal demanio militare, venne acquisito dalla regione autonoma Valle d’Aosta nel 1990. Dopo dei lunghi e complessi interventi di restauro il forte è aperto al pubblico nel 2006.

Non essendo mai stato attaccato, il forte è rimasto pressoché intatto dal momento della sua costruzione.
La fortezza si compone di  tre principali corpi di fabbrica: partendo dal basso si trova l’Opera Ferdinando, dove prossimamente apriranno al pubblico il Museo del Forte ed il Museo delle Frontiere; l’Opera Mortai;  l’edificio mediano, – Opera Vittorio che ospita Alpi dei Ragazzi  – fino ad arrivare sulla cima della roccia  dove si ergono l’Opera di Gola e  la più imponente delle opere, l’Opera Carlo Alberto. Al suo interno si trova Piazza d’Armi circondata da un ampio porticato, dove sono ubicate le aree dedicate alle mostre temporanee. Al primo piano, il Museo delle Alpi,e nei sotterranei si trovano le Prigioni, che ospitano un percorso tematico multimediale sulla storia del Forte.
Oggi è possibile raggiungere la cima delle fortezza seguendo il percorso pedonale, ma anche attraverso degli ascensori panoramici che permettono di godere di una meravigliosa vista sulla valle circostante.

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