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Il castello dei sogni

Sontuosa dimora signorile situata nella bassa valle, il castello di Issogne è un sogno ad occhi aperti, che non potrà non incantarvi.

Se pensate che un castello debba necessariamente possedere una solida cinta muraria, delle alte e spesse torri, dei ponti levatoi e delle anguste prigioni, allora la vista dell’esterno del tutto privo di apparati difensivi del castello di Issogne potrebbe in un primo momento deludervi. Ma dopo aver varcato la soglia d’ingresso, “l’oggi sparisce d’un colpo e rivive d’un colpo il passato e le forme e gli aspetti del passato ci si pongono in una armonia così piena ed indisturbata, che ci sembrano quasi per immediata contiguità famigliari e ridestano dall’ultimo fondo dell’essere nostro ataviche memorie, di modi, di consuetudini, di atti, di parole, di sentimenti che credevamo ignorare …”. Con queste parole Giuseppe Giacosa ci racconta le incredibili sensazioni che si provano entrando nel castello.

Dopo aver superato l’androne, i vostri occhi non sapranno più dove soffermarsi, tante sono le bellezze racchiuse in questa meraviglia: dalla fontana del melograno, capolavoro assoluto del cortile interno del castello, all’incantevole giardino all’italiana.

Cortile interno. Fotografia tratta dal sito www.lovevda.it

 

Poco oltre, le lunette affrescate del porticato: il corpo di guardia, il mercato, le botteghe… vi faranno rivivere alcuni momenti della vita quotidiana del XV secolo. Sugli affreschi, e sparsi sui muri noterete delle scritte particolari: dal Quattrocento tutto coloro che venivano in visita al castello lasciavano una traccia scritta della loro presenza: firme, date, ma anche nascite, morti, amori…  testimoni di intriganti storie avvenute in questa cornice splendida.

Porticato. Fotografia tratta dal sito www.lovevda.it
Lunetta del porticato. Fotografia tratta dal sito www.lovevda.it

 

Percorrendo le stupende sale del castello, interamente affrescate ed ammobiliate, potrete rivivere le antiche vicende della nobile famiglia che lo abitò, i signori di Challant.

Camera del re di Francia. Fotografia tratta dal sito www.lovevda.it
Sala baronale. Fotografia tratta dal sito www.lovevda.it

 

Noterete un po’ ovunque la presenza del priore Giorgio di Challant, grande mecenate che trasformò l’antico maniero nell’attuale dimora signorile. Altre storie ci racconta il castello, come le tristi vicende famigliari avvenute nel Cinquecento, fonte di chiacchiere in tutte le corti europee, che implicarono Renato, uno dei più importanti esponenti della famiglia Challant. La sua prima sposa, abituata alla vita di corte milanese, si annoiava a morte nel provinciale castello di Issogne, dove viveva in quasi totale assenza del marito, spesso occupato in missioni che lo allontanavano per lunghi periodi. La povera contessa colmò questo vuoto facendosi consolare dai suoi amanti. Proprio a causa delle ignominie compiute con il suo ultimo amante, dopo qualche anno di matrimonio, fu decapitata. Se sentirete degli strani rumori nel castello, non spaventatevi, è il fantasma della contessa Biancamaria: dicono che si aggiri avvolto in un mantello bianco, con la testa tenuta tra le braccia.

Il secondo matrimonio di Renato, avvenuto con Mencia di Portogallo, creò dei nuovi problemi: l’assenza di un erede maschio condannò la sua discendenza a perdere il titolo di Conte ed i feudi, ma nemmeno l’onore fu risparmiato al povero Renato: proprio in questo castello, la sua figlia primogenita scappò con uno scudiero nella notte prima delle nozze!

Affresco rappresentante Giorgio di Challant situato nell’oratorio della camera di Giorgio.

 

Vicende travagliate e numerosi passaggi di proprietà coinvolsero il castello, ma una nuova era lo riportò alla luce alla fine del XIX secolo grazie all’intervento di Vittorio Avondo, pittore torinese appassionato di Medioevo che comprò e restaurò il castello, per poi donarlo allo stato italiano nel 1907, regalandoci questo castello da sogno, capace ancor oggi di lasciare a bocca aperta chiunque varchi la sua soglia.