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Un villaggio trasformato in museo a cielo aperto: un sogno diventato realtà

Una passeggiata nella bassa valle di Gressoney alla scoperta del villaggio Chemp, dove uno scultore ha il sogno di far rivivere il suo amato territorio attraverso l’arte 

Giuseppe Bettoni (Pino), scultore di Perloz, piccolo comune situato all’imbocco della Valle di Gressoney nutre un profondo desiderio: far rinascere Chemp, caratteristico villaggio costruito su un’altura di rocce al limitare dei castagni a forte rischio di abbandono, mediante l’arte.

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Per questa ragione lo ha ripopolato con alcune tra le sue opere più significative: figure sospinte dal vento, anziani vagabondi addormentati, piccole bambine e animali originali popolano questo luogo magico.

Osservando tra le abitazioni in pietra della fine del XIX secolo, in mezzo al bosco, davanti alla minuscola cappella immacolata, accanto all’incantevole fontana e su un bel granaio del XVII secolo rimarrete incantati dalle magiche anime che abitano il villaggio.

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Come un padre affettuoso, Pino veglia su di loro. Il suo atelier si trova infatti in una casetta del villaggio, in modo da proteggere le sue creature. È questo il luogo in cui ha creato le sue opere migliori, che riscuotono grande successo a mostre e fiere, tra le quali la millenaria Fiera di Sant’Orso.

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Percorrendo un facile sentiero in 20 minuti è possibile raggiungere un altro gioiello dell’architettura rurale, il villaggio di Varfey. Situato su una terrazza che domina la valle centrale e la piana del Canavese, si trova al confine dei comuni di Perloz e Lillianes, come mostrano le lettere P/L presenti sulla strada che arriva al villaggio.

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Tra le case risalenti al XIX secolo, è possibile incontrare i suoi pochi abitanti, la cui vita come un tempo viene ancor oggi scandita dall’evolversi delle stagioni: dall’intenso periodo estivo, momento di fienagione, di raccolta nei campi e di salita negli alpeggi, al colorato autunno, dove nei boschi a valle si concentra la raccolta delle castagne per poi terminare nel lungo inverno, in cui negli anni più freddi, il manto bianco di neve avvolge questo luogo fatato.

Il momento ideale in cui visitare questo territorio è la primavera, in cui poco lontano, sul Col Finestra (1670 m) cresce un fiore straordinario: la peonia, una delle perle botaniche delle Alpi, non soltanto specie rara, ma anche per la grandezza e la bellezza dei suoi fiori. Da fine maggio a metà giugno, colora di intense macchie rosso fucsia il brillante verde dei prati e le grigie pietraie. Chiamata “Rosa pasqua” dagli abitanti del luogo, è ritenuta la Regina dei Pascoli.

Lontano dal frenetico contesto odierno delle città e dalle località turistiche più note, questi luoghi sono un’oasi di pace. E’ bene passarvi in punta di piedi ed in silenzio. Solo così si apriranno come un forziere davanti a voi, custodi di preziosi tradizioni, testimoni di un tempo passato.