Lungo il Chemin de la Vallaise sulle tracce del ponte del drago

Una piacevole passeggiata che percorre un antico collegamento tra il Piemonte e la Valle d’Aosta attraverso il borgo medievale di Perloz e Tour d’Héréraz passando per il Ponte di Moretta, un tempo controllato da un drago leggendario

 

In Valle d’Aosta non si cammina soltanto ai piedi dei massicci più alti d’Europa esplorando luoghi di incomparabile fascino, ma che a volte intimoriscono i camminatori meno esperti. Esistono infatti sentieri più “dolci” a quote meno elevate, percorribili durante tutte le stagioni, immersi in una natura suggestiva dove l’uomo ha lasciato segni indelebili di ineguagliabile bellezza, quali castelli, case-forti, cappelle, ponti di epoca romana e medievale.

Tra questi, il sentiero che si snoda tra Tour d’Héréraz ed il borgo di Perloz vi sorprenderà. Il percorso inizia nel grazioso abitato di Tour d’Héréraz, accessibile da Pont-St-Martin lungo la strada regionale per Gressoney. Svoltando a destra, si raggiunge la chiesa dove è possibile lasciare l’auto nel vicino parcheggio. Il vostro sguardo sarà catturato dal campanile, imponente, massiccio, che come un guardiano controlla severamente i confini. In origine era una torre… E non una qualsiasi… Ma una delle più antiche della regione, unica parte dell’antico castello degli Hérères ancor oggi visibile. A fine Ottocento, la chiesa di San Giuseppe venne edificata utilizzando le pietre del muro di cinta del castello, sulla sommità della torre venne costruita la cella campanaria e l’antica abitazione fu adibita a casa parrocchiale.

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Fotografia tratta dal sito www.lovevda.it

Poco distante inizia la mulattiera, che vi permetterà di camminare lungo un percorso antichissimo, che già in epoca pre-romana collegava il Piemonte alla Valle d’Aosta. Utilizzato come valida alternativa alla strada del fondovalle, questo tracciato dal Canavese e dal Biellese raggiungeva la Valle del Lys per poi proseguire verso Arnad.

Dopo pochi minuti di discesa lungo un ripido sentiero, su una profonda gola scavata dal torrente Lys appare il ponte di Moretta. La sua visione vi mozzerà il fiato: è l’unico testimone del passaggio dell’uomo in un ambiente suggestivo, selvaggio, quasi inaccessibile. Attraversandolo, pare di sentire dei boati spaventosi… è forse soltanto il torrente, che scende indomito a valle, o il fantasma del drago che non ha mai abbandonato la sua dimora! La leggenda racconta infatti di un terribile drago che divorava animali e uomini terrorizzando gli abitanti dei villaggi vicini. Un giorno un uomo, chiamato Vignal, offrì una pagnotta infilzata nella spada alla terribile creatura, che morì quando l’ingurgitò. Purtroppo la scomparsa del mostro coincise con il decesso di Vignal, avvelenato dal sangue dello stesso drago. Nei pressi del ponte una roccia, con le sue forme sinuose sembra conservare l’impronta del drago.

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Dopo il ponte la strada chiamata chemin de la Paroy, poiché posta ai piedi di una parete rocciosa, si inoltra in un avvallamento ombroso per raggiungere la chiesa di Perloz posta proprio all’arrivo della salita. Una chiesa plurisecolare che secondo la tradizione risale al 732, anche se il primo documento scritto che ne fa menzione è una bolla papale del 1176.

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Fotografia tratta dal sito www.lovevda.it

La potente famiglia dei Vallaise, che nel corso del Medioevo dominava quasi tutta la vallata, le era profondamente legata, tanto da adibirla a tomba di famiglia. Osservando il paesaggio, noterete il Castello Vallaise detto l’Ohtal e il castello Vallaise chiamato Charles, dal nome del capitano della Vallaise che fu insignito del titolo di nobile dai Duchi di Savoia per aver liberato nel 1706 il Forte di Bard dai francesi. Addentrandovi del borgo, altri edifici vi racconteranno incredibili vicende del passato di questo paesino oggi periferico, ma un tempo centro amministrativo e religioso dei nobili Vallaise. Case di notai, la casa detta del dottore, la casa forte con un viret (scala a chiocciola) e caditoie vi trasporteranno in epoche passate. Un monumentale torchio da vinacce reca ancora i segni del terribile incendio appiccato dai nazifascisti il 30 Giugno 1944 durante una rappresaglia contro i partigiani. Perloz brucia come un immenso braciere, con queste parole il canonico Don Pramotton, parroco del paese, ci racconta la tragedia, che non risparmiò numerose case e nemmeno il castello Vallaise, di cui rimangono solo i muri perimetrali.

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Fotografia tratta dal sito www.lovevda.it

Lasciatevi travolgere da questo cammino di circa un’ora impregnato di storia, se tenderete l’orecchio ai suoi tesori nascosti, udirete tante storie meravigliose.