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Una piramide nelle Alpi

Alla scoperta del Cervino, regno degli scalatori, degli escursionisti appassionati, ma soprattutto degli amanti degli sport invernali

Sulle Alpi regnava, tanti e tanti anni fa, Gargantua, un gigante sempre occupato a mangiare e a bere. Si dice che a colazione il buon Gargantua mangiasse una dozzina di buoi con un abbondante contorno di maiali arrosto e che fosse capace di vuotare una vasca da bagno piena di vino in un solo sorso. Un re così amante della buona tavola non poteva altro che essere un sovrano pacifico e, infatti, nel suo regno non si sentiva mai parlare di battaglie né, tanto meno, di guerre. Un giorno, però, a Gargantua venne un dubbio: “Io sono un re pacifico, è vero, ma al di là delle montagne potrebbero esserci popoli che si stanno preparando a invadere e devastare il mio regno, è meglio che vada a vedere!” Per Gargantua vedere al di là delle Alpi era facile, anzi facilissimo: era così grande che bastava si alzasse in piedi! Così fece. Purtroppo, quel giorno aveva mangiato e bevuto un po’ più del solito. Fu così che, quando salì con un unico passo in cima alle montagne per vedere che cosa succedeva nel regno vicino, accadde una cosa strabiliante: per il suo peso le montagne su cui aveva appoggiato i piedi si sbriciolarono e franarono a valle! Rimase solo in piedi la piramide di roccia che si trovava tra l’una e l’altra delle gambe del gigante: fu così che nacque il Monte Cervino.  

È questo il racconto leggendario della nascita del Cervino, una delle più suggestive e singolari montagne delle Alpi, forse la più bella. La maestosità dei suoi 4478 metri, la sua forma a piramide e la posizione, isolata rispetto alle montagne circostanti, a cavallo tra la Svizzera e l’Italia, lo rendono uno spettacolo davvero irresistibile.

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Nel 2015 il Cervino ha festeggiato un anniversario eccezionale… Sono infatti trascorsi 150 anni dalla prima scalata su questo monte incredibile, “gara” che ha segnato la nascita dell’alpinismo sportivo. Una tragica competizione tra Jean-Antoine Carrel, testarda guida valdostana ed Edward Whymper, ragazzo d’oltre Manica senza inibizioni, che incarnavano così bene gli animi di un tempo: un giovane Stato – il Regno d’Italia –  in cerca di rivincita e un alpinista individualista che arrampicava solo pei il proprio orgoglio.  All’una e quaranta del pomeriggio del 14 luglio 1865, l’alpinista inglese Edward Whymper e la guida alpina francese Michel Croz raggiunsero per primi la vetta del Cervino. Nel giro di poche ore quattro dei sette membri della spedizione morirono, precipitando per oltre mille metri dopo una caduta fortuita di Hadow, il più giovane e inesperto del gruppo. I veri vincitori di questa storia, forse, non sono stati né lo sconfitto Carrel, né tantomeno Whymper, bensì gli albergatori di Zermatt e della futura Cervinia, dove si svilupperà l’industria turistica, diventando uno dei comprensori sciistici più amati.

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Ogni anno infatti Cervinia è meta di migliaia di sciatori: il suo comprensorio sciistico, proprio ai piedi di quell’imponente piramide che le guide locali chiamano Gran Becca, è ineguagliabile: sviluppandosi lungo tre vallate di due nazioni, Italia e Svizzera, permette di sciare per tutta la giornata senza ripetere mai la stessa pista. Per gli amanti dello snowboard il punto di riferimento è l’Indianpark, considerato uno degli snowpark più belli dell’arco alpino. La magia della neve in questo territorio non conosce stagioni: sui versanti italiano e svizzero del Ghiacciaio di Plateau Rosà, è possibile sciare dai primi di luglio a fine agosto. Il sole, l’azzurro del cielo e il bianco della neve vi permetteranno di vivere l’estate da veri protagonisti con gli sci ai piedi.

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Fotografia tratta dal sito www.lovevda.it